Effetti su lombosciatalgie e lombalgie

Dieci anni di chirurgia vertebrale, una relazione al congresso internazionale di Sanremo nel 1986, molte altre relazioni nazionali successive, un congresso interdisciplinare organizzato a Padova con l’Istituto di Anestesia e Rianimazione nel 1988 nell’aula Morgagni dell’Università di Medicina, i risultati statistici PD del 1992 su 525 lombosciatalgie e quelli successivi del 2008, quarant’anni di esperienza su oltre 20.000 lombosciatalgici trattate ambulatorialmente, hanno portato il Dott. Barbiero alla necessità di proporre una diversa patogenesi delle Lombosciatalgie che si è dimostrata assai più coerente e risolutiva negli effetti di quella compressiva.

Nelle Lombosciatalgie e nelle temibili Lombalgie croniche la Medicina Punti Dolorosi ha apportato un fondamentale cambiamento di ottica e di metodo nel raggiungimento degli obiettivi. I risultati di questo processo sono meritevoli di essere conosciuti a livello internazionale. Si è arrivati alla conclusione di non considerare importante la presenza di ernie discali, stenosi, discoartrosi, instabilità vertebrale e di tutti gli altri danni vertebrodiscali, anche quando sono gravi o accompagnati da deficit neurologici. Logicamente si escludono le lesioni traumatiche totali delle radici e del midollo, le neoplasie, le infezioni acute e le patologie vascolari acute. Le statistiche convalidate dall’esperienza hanno dimostrato che i danni vertebrodiscali sono ininfluenti sulla gravità clinica delle lombosciatalgie, sulla presenza o meno di deficit neurologici e sulle percentuali di successo ottenibili con la Medicina Riflessa Punti Dolorosi.

Nelle lombosciatalgie sono importanti i Punti Dolorosi e la reattività del paziente, non i danni vertebrodiscali. I Punti Dolorosi rappresentano sia la lombosciatalgia sia gli eventuali deficit neurologici sensitivi e motori presenti. I Punti Dolorosi sono la Lombosciatalgia, tutta la lombosciatalgia. Trattando con successo i 2-3 Punti Dolorosi principali della Lombosciatalgia, si ha la prova che tutti i danni vertebrodiscali diventano stabilmente asintomatici, come lampadine che si spengono. L’Ernia Discale senza i Punti Dolorosi della Lombosciatalgia è asintomatica o lo diventa con la terapia PD.  I danni vertebrodiscali ‘compressivi’ visibili alla TAC, alla RMN o evidenti al tavolo operatorio non devono preoccupare, sono ragionevoli apparenze, abbagli, falsi problemi; sono semplicemente nuclei polposi erniati in seguito all’infiammazione degenerativa degli anelli fibrosi che li contengono  oppure sono livelli vertebrali già degenerati o malformati che fungono da fattore di localizzazione. La causa è infiammatoria, di altro genere, non compressiva e tutti i risultati PD lo confermano con forza e coerenza. Se trattando i PD della lombosciatalgia e ignorando tali danni si ottengono risultati uguali o superiori, come considerarli la vera causa? Come potrebbero essere rimasti asintomatici fino al momento prima della comparsa della lombosciatalgia?

La causa della lombosciatalgia è l’infiammazione che si localizza attorno al disco e alla radice e accende corrispondenti Punti Dolorosi superficiali di infiammazione nello stesso metamero, come fossero in superficie spie dell’infiammazione profonda. Queste infiammazioni metameriche possono essere prodotte da varie cause, soprattutto dal nostro stesso sistema nervoso attivato da particolari stress. Basta trattare i PD superficiali della lombosciatalgia, collegati con quelli profondi, e il PD Emozionale e la lombosciatalgia è stabilmente risolta.

La Medicina Punti Dolorosi può risolvere anche le difficili Lombalgie croniche e le Lombosciatalgie più gravi e complesse. E’ particolarmente efficace in quelle paralizzanti. La Medicina PD non soffre più di complesso d’inferiorità nei confronti della chirurgia vertebrale, può quasi sempre sostituirla perché ottiene percentuali di successo molto alte, perchè tratta ottimamente le paresi motorie e sensitive,  le patologie associate, la componente ansioso-depressiva e perché i suoi risultati sono stabili nel tempo.

Togliendo l’infiammazione superficiale dei Punti Dolorosi, di riflesso scompare anche l’infiammazione profonda del disco e della radice nervosa e gradualmente nell’arco di uno o due mesi il paziente può tornare al suo lavoro e agli sport preferiti.

Per la diagnosi servono sempre le consuete indagini neuroradiologiche anche se in quest’ottica i danni vertebrodiscali hanno poca importanza.  I referti sono però importanti per la conferma diagnostica e per escludere la presenza di neoplasie, fattori vascolari acuti e infezioni vertebrodiscali che necessitano di  un trattamento diverso. La Medicina PD sarà utile nella fase cronica, dopo il superamento della fase acuta o nel trattamento del dolore neoplastico.

Le recidive a distanza di mesi o anni sono rare e bastano poche sedute per superarle, senza ripetere l’intero ciclo. Nelle lombosciatalgie pertanto la Medicina Riflessa PD cura la causa della lombosciatalgia direttamente, completamente nelle sue sfaccettature psico-somatiche o psico-neuro-endocrino-immunitarie e più stabilmente. Ha poco senso passare dalla fisioterapia dei tessuti molli, dove si trovano i PD, all’intervento decompressivo vertebrale sperando di ottenere maggiori risultati rispetto al trattamento deciso dei Punti Dolorosi nei tessuti molli. Nell’ottica PD l’intervento chirurgico funziona non tanto per l’asportazione del danno vertebrodiscale, ma piuttosto per l’effetto “riflessogeno”  del bisturi. La Medicina Punti Dolorosi nelle lombalgie e lombosciatalgie agisce come una fisioterapia più forte, più mirata, più completa, più convinta, più anti-infiammatoria. Quasi mai è necessario intervenire chirurgicamente.


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